Vietri
A sole 4 miglia da Marina di Arechi, procedendo verso la Divina Costiera, Vietri vi regalerà le sue celebri ceramiche che ornano tutti i principali monumenti del borgo. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO insieme a tutta la costiera amalfitana, le fanno compagnia molte frazioni che abbracciano i Monti Lattari fino ad arrivare al piccolo golfo, dalla Marina di Vietri sul Mare costeggiando spiaggette e conche raggiungibili solo via mare.
Cetara
Solo 5 miglia di navigazione e sarete immersi nel pittoresco borgo marinaro posto ai piedi del monte Falerio, con la torre del XVI secolo che vigila sull’ingresso dello stretto porticciolo. Famosa per la sua forte tradizione di pesca. Durante la navigazione potrete incrociare le famose tonnare, grandi imbarcazioni che vanno via per settimane alla ricerca dei tonni, oppure incontrare le caratteristiche cianciole mentre pescano alici di cui potrete gustarne la colatura, esclusivo prodotto del territorio.
Amalfi – Ravello
La prima grande repubblica marinara, fondata in epoca romana, ricca e intraprendente città che godette i vantaggi di essere socia in affari dell’impero bizantino. Il Duomo, la chiesa di Santa Maria a Piazza, la fontana di Sant’Andrea, i suoi particolari giardini di limoni vi accoglieranno e vi faranno compagnia mentre passeggerete nei suoi vicoli, fra la sua gente. Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno potrete assistere alla regata storica delle antiche repubbliche marinare. Da Amalfi è possibile raggiungere Ravello che fu dimora di Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini, ammaliati dalla stupefacente bellezza paesaggistica.
Positano
Il rinvenimento di una villa di epoca imperiale sotto la chiesa di Santa Maria Assunta attesta che Positano è stata luogo di villeggiatura di consoli e senatori dell’antica Roma. Arroccata sul lato di una montagna si presenta con le sue lunghissime scalinate che dall’alto del paese giungono fino alla spiaggia e al porticciolo. Da questo caratteristico borgo prende il nome la moda mare Positano, dagli Anni 60 icona della dolce vita estiva italiana e non solo.
Punta Campanella
La porta del mar Tirreno dove Ulisse incontrò le sirene. A 22 miglia da Arechi, si raggiunge la rigogliosa area marina protetta, navigabile con alcune precauzioni. Lo spettacolo delle sue pareti rocciose a strapiombo e il colore blu intenso delle sue acque ne fanno uno spettacolo unico. Ideale per immersioni e snorkeling o anche trekking. E’ il passaggio naturale che unisce il golfo di Salerno alla penisola sorrentina ed è ad un passo dalla favolosa isola di Capri.
Capri
Qui l’imperatore Tiberio fece costruire una sontuosissima residenza che guardava ad oriente. Citata da Virgilio nell’Eneide. Una passeggiata lungo il sentiero di Tragara, un’occhiata alle botteghe artigiane e un tuffo ai piedi dei faraglioni saranno il ricordo di un’esperienza che almeno una volta nella vita va vissuta. Impensabile non lasciarsi avvolgere dai colori e dai suoni della magica Grotta Azzurra.
Sorrento – Pompei ed Ercolano – Vesuvio
Terra dei colori, delle sirene, città dei giardini, musa ispiratrice di celebri canzoni. Città millenaria influenzata dai greci, dai romani, dai normanni, dagli aragonesi, tutti ammaliati dalla sua natura generosa e dai paesaggi struggenti. Dal XIX secolo, Sorrento è un’amena città turistica, forte di un legame saldissimo col mondo anglosassone risalente all’epoca del cosiddetto “Grand Tour”. Meno incline al folclore, ma certamente più ordinata, più accogliente, più civile. Non si può perdere l’escursione, via mare o a soli 30 minuti di passeggiata dal centro cittadino, alla sorprendente piscina naturale nota come Bagni della Regina Giovanna. Il luogo si trova sulla scogliera di Capo di Sorrento dove sorgono i resti dell’imponente villa romana di Pollio Felice (I sec. d.C.), una delle tante costruite sulla Costiera Sorrentina dopo il trasferimento della corte imperiale a Capri, voluta dall’imperatore Tiberio.
Da Sorrento è possibile raggiungere Pompei ed Ercolano, le due cittadine di epoca romana che nel 79 d.C. rimasero sepolte da oltre 5 metri di cenere e lapilli generati da una violenta eruzione del Vesuvio. Oggi ospitano uno dei siti archeologici più suggestivi del pianeta, che, nel 1997, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Famoso il Miglio d’oro, e cioè il tratto di Corso Resina, ad Ercolano, che porta a Torre del Greco, per via delle storiche ville che lo delimitano.
Napoli – Marechiaro – Parco sommerso della Gajola
Un vero e proprio museo a cielo aperto dove storia, tradizioni popolari e gastronomiche, fede e cultura vi trascineranno in un vortice di emozioni. Dentro Napoli sarete avvolti dal profumo inconfondibile dei forni a legna e della pizza, dell’incenso dei “pazzarielli”, dello street-food da gustare camminando fra musica dei posteggiatori e i colori del bucato steso ad asciugare ai raggi del sole riflessi dagli antichi balconi traboccanti di fiori. Una città millenaria dai mille colori che vi sommergerà coi suoi vicoli del centro storico, i presepi artigianali, gli itinerari della antica città sotterranea. Una tappa imperdibile per chi vuole conoscere l’anima del sud Italia.
Il Parco sommerso di Gaiola è un’area marina protetta, proprietà della Regione Campania, che si estende dal borgo di Marechiaro alla baia di Trentaremi. Un paradiso a ingresso limitato: ci si accede rilasciando il documento all’ingresso e non più di 100 persone per volta. Fa parte del più ampio sito archeologico di Pausillypon.
Litorale flegreo (Procida – Baia)
Più intima e meno affollata delle due sorelle (Capri e Ischia), Procida è stata capitale italiana della Cultura 2022. Il suo borgo, la Corricella, è un luogo sospeso nel tempo che da solo merita di essere visitato. Le coste in alcuni tratti sono basse e sabbiose, mentre in altre vanno a picco sul mare. Gran parte della sua fascia costiera rientra nell’area marina protetta Regno di Nettuno. A sole 3 miglia da Procida c’è il piccolo porto commerciale conosciuto come Lacus Baianus, il Ninfeo e un insieme di resti che concorrono a delineare quello che oggi è il Parco Sommerso di Baia. «Nulla al mondo splende più dell’ameno golfo di Baia», scriveva il poeta latino Orazio. Con le sue ville, le domus, i resti del Portus Julius, i mosaici, le peschiere, i complessi termali pubblici e privati che si susseguono sopra e sotto il livello del mare, fu meta prediletta per l’otium dell’aristocrazia romana. Oggi è parte del comune di Bacoli.
Ischia
Visibile da grandi distanze grazie al suo monte Epomeo, è Ischia, l’isola dei vasai, la più grande delle tre sorelle. Troppo grande per raccontarla. Possiamo solo consigliarvi di procurarvi un’apposita guida per scoprire le sue la sua storia e abbandonarvi alle sue tradizioni culinarie.
Ventotene e Santo Stefano
Vista dall’alto la sua sagoma ricorda un delfino. Sorge a nord del golfo di Napoli e segna il confine con il Lazio. Talmente ricca di attrattive che è considerata una tappa obbligata per tutti i diportisti che navigano in zona. Il diving nelle sue ricchissime acque, con i molti relitti romani, è fortemente consigliato. Così come la visita all’isola di Santo Stefano, che, assieme a Ventotene appartiene all’arcipelago delle isole Ponziane, con il suo antico carcere borbonico immerso in una natura lussureggiante. Fu Ferdinando di Borbone, nel 1700, ad avviare l’edificazione della zona.
Ponza, Palmarola e Zannone
Di rara bellezza ambientale e di grande ricchezza storica. Luogo ideale per calare l’ancora e vivere la notte in un’atmosfera onirica tra spiagge dall’acqua cristallina, antiche strutture romane, aree marine protette e spettacolari rade. Tra i tesori di Ponza ci sono le Grotte di Pilato, caverne di epoca romana a livello del mare.

